Cinema: “Il primo Re”

Sono riuscito ad andare al cinema a vedere “Il primo Re” di Matteo Rovere.

Non voglio addentrarmi in complicate valutazioni filologiche, primo perché non ne sono titolato e secondariamente perché già tante cose sono state dette, molte anche a priori senza aver prima visto la pellicola e basandosi solo su alcuni frame catturati in rete. La pellicola a me ha ricordato molto “Apocalypto” e “La passione di Cristo”, entrambi diretti da Mel Gibson.

Del primo ho ritrovato le ambientazioni pluviali (con una fotografia molto cupa, dalle tonalità fredde) e l’idea di questo gruppo di “reietti braccati” che si vogliono vendicare. Mentre del secondo ho ritrovato la decisa volontà di far recitare gli attori in un proto latino di cui anche Tito Livio aveva perso memoria, il tutto per rendere più credibile la recitazione.

Il budget importante per la produzione c’è e si vede! Gli effetti sono davvero al servizio della pellicola e mai esasperati; certo, chi pensa di vedere un film come il “Gladiatore” rimarrà deluso. Si tratta di una pellicola che esplora il mito della fondazione della città eterna, un aspetto che per gli stessi storici antichi rimaneva avvolto nel mistero.

Seguire un film sottotitolato è sempre uno sforzo in più che si richiede allo spettatore, gioco forza qualche dettaglio di immagini lo si perde perché l’attenzione dell’occhio è spesso catturata dalla lettura delle battute.

Ho trovato interessanti alcuni aspetti che sono stati inseriti nella narrazione per spiegare quello che poi sarebbe diventato cruciale nel mito di Roma. Un esempio su tutti il sacro fuoco della vestale: nel film Romolo investe la sacerdotessa del solo compito di vegliare il fuoco sacro per trent’anni, come poi faranno le vestali storiche.

Tutto il film è imperniato sulla dicotomia tra i due fratelli: uno è il tramite con il divino e l’altro quasi blasfemo quando si parla di divinità (sia esso il generico Dio o la Triplice Dea citata nella pellicola). Sì, perché ne “Il primo Re” non si parla delle divinità note a tutti: Giove, Marte, ecc…in questa fase di pre-nascita dell’Urbe non esiste ancora il pantheon come poi si evolverà a seguito dei vari contatti con le altre culture.

Il film è piuttosto piacevole, forse a volte appesantito e con un ritmo altalenante: serrato durante gli scontri, forse esasperati nella loro crudezza e lento durante le parti introspettive dei due protagonisti. Per alcuni versi l’ho trovato un roller-coaster non sempre ben riuscito nel mix.

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