Intervista con l’editor!

Abbiamo fatto due chiacchiere con Alessandro Cuccuru, editor e socio fondatore di Aporema Edizioni. Si sta lavorando alacremente al seguito de “L’inviato di Cesare” di Andrea Oliverio pertanto tra una pausa e l’altra, mentre sorseggia un buon caffè abbiamo raggiunto Alessandro per farci raccontare qualcosa su questo atteso seguito di cui già sappiamo il titolo: “Nel nome di Cesare“.

Alessandro, quando avete iniziato con l’editing del seguito dell’Inviato di Cesare?
Ai primi di gennaio, passata la buriana delle feste natalizie.

Come stanno procedendo i lavori?
Bene, direi. Procediamo a un ritmo abbastanza regolare, compatibilmente con i miei impegni di amministratore di Aporema Edizioni, oltre che di editor. Se dipendesse da Andrea, potremmo andare anche più in fretta: non faccio in tempo a mandargli un capitolo, che già me lo manda indietro con tutte le revisioni passate al setaccio!

Che impressioni ti sei fatto fin qui della trama di questo secondo libro?
Ancora più avvincente rispetto al primo (L’inviato di Cesare). Il fatto che i due protagonisti principali non si trovino insieme fin dall’inizio e la narrazione avanzi su due binari differenti rende tutto più interessante e coinvolgente: ti spinge ad aver voglia di girar pagina, che dovrebbe essere l’obiettivo principale di ogni scrittore.

Ci sono delle differenze di stile o di approccio rispetto al primo libro (senza fare spoiler)?
Lo stile è senza dubbio più maturo e scorrevole, anche se non manca qualche piccolo intoppo, che però via via risolviamo senza eccessiva fatica: sono assolutamente convinto che alla fine verrà fuori un gran bel libro.

Che data ipotizzi per la pubblicazione?Speriamo prima dell’estate, ma l’editing è uno di quei lavori per i quali azzardare previsioni è impossibile. Sempre a proposito degli intoppi di cui parlavo prima, infatti, c’è sempre il rischio di incappare in qualcosa di più problematico, e a quel punto diventa indispensabile fermarsi per una revisione più accurata.

Come si lavora con il tuo autore Andrea Oliverio?
Benissimo. Il rapporto tra editor e autore si deve basare prima di tutto sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Io ripeto sempre che il romanzo rimane figlio dell’autore, al quale spetta il compito di educarlo; l’editor è uno zio, ma di quelli ai quali stanno davvero a cuore i nipoti: il secondo propone, aiutando e consigliando, il primo dispone e a lui tocca l’ultima parola.
Altri due ingredienti fondamentali sono l’umiltà di mettersi in gioco, e in questo Andrea eccelle, ma pure un pizzico di umorismo: prendere e prendersi in giro, anche quando si corregge, anzi soprattutto quando si corregge, è un ottimo modo di lavorare.

Ringraziamo Alessandro per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato.

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